Design Classics

I maestri sono quelle figure carismatiche, capaci di insegnare e trasmettere un’arte: attraverso il proprio agire diretto, ma anche nel lascito delle loro opere stesse. Nel design, i maestri parlano attraverso i classici: progetti senza tempo e fuori da qualsiasi logica di mode e tendenze, ma talmente potenti da determinare naturalmente uno stile. Tacchini ha riservato alcune stanze del suo abitare ai classici e ai maestri che li hanno disegnati, in un percorso di riedizioni che sfida e insegna alla contemporaneità.

E63

Nel 1963 nasce il modello di questa lampada, oggi rieditata con il nome E63. In una sigla alfanumerica, si racchiude la complessità intellettuale del suo progettista, Umberto Riva: un po’ architetto, un po’ designer, un po’ artista, un po’ addomesticatore della luce, e molto di tutto ciò. Una lampada da tavolo disegnata in modo esatto, con linee semplici per contenere superfici ampie, che sembrano dare forma solida alla luce stessa: acciaio, quasi come una corazza a proteggere la preziosa fonte. 

 

Umberto Riva   E63

Oliver

Disegnato da Gianfranco Frattini nel 1957 e prodotto a partire dall’anno successivo, il divano 872 ha riscosso negli anni un grandissimo successo. Essenziale ed elegante, è caratterizzato da una struttura leggera in acciaio con piedini terminali in legno e dall’imbottitura capitonné di seduta e schienale, un dettaglio di grande sapienza artigianale. 

 

Gianfranco Frattini   Oliver

Gio

Tratto da un classico del design italiano, progettato nel 1957 da Gianfranco Frattini e segnalato lo stesso anno per il Compasso D’Oro, Gio è un tavolo basso che esprime un’idea di rigore razionalista e di eleganza raffinata, suscitando l’emozione di una calda atmosfera borghese.

 

Gianfranco Frattini   Gio


Giulia

Riedizione di un progetto originale di Gianfranco Frattini risalente al 1957, ma ancora attuale nelle forme e nello spirito, la poltrona Giulia fa rivivere nello spazio contemporaneo una sensazione senza tempo di bellezza, comfort ed armonia. 

 

Gianfranco Frattini   Giulia


Sesann

Sesann, un sistema di sedute disegnato da Gianfranco Frattini nel 1970 e ora riproposto da Tacchini, rappresenta proprio un oggetto-sintesi – un pensiero, una storia e un'idea, una manifestazione simbolica delle migliori esperienze del passato e una proposta per il futuro della disciplina.

 

Gianfranco Frattini    Sesann (Sofa)    Sesann (Armchair)

Agnese

Agnese è il nome della riedizione della 849: la poltrona disegnata da Gianfranco Frattini, intorno al 1956, nel suo studio di Milano, proprio in via Sant’Agnese. Tutto lo stile e la radiosità di un’epoca assumono la forma nelle linee di questa poltrona: molto più di un classico, quasi archetipo.

 

Gianfranco Frattini   Agnese

Babela

Ci sono progetti che nascono classici già nei nomi che portano. Babela è uno di quei progetti: e di quei nomi. Nel 1958 Achille Castiglioni disegna questa poltroncina per completare l’arredamento della Camera di commercio di Milano: il confort si incontra con la forma e la funzionalità, svelata nella possibilità di potere impilare questa seduta, come una torre.

 

Achille Castiglioni   Babela

Sancarlo

La poltrona Sancarlo è un trattato di statica, ergonomia, funzione e geometria. Incaricato a suo tempo da Driade, Achille Castiglioni recupera l’idea della Sanluca, disegnata qualche decennio prima con il fratello Pier Giacomo. Il risultato è la scomposizione della seduta in una serie di cuscini: che si offrono curvi a ognuna delle parti del corpo che dovranno sostenere.

 

Achille Castiglioni   Sancarlo

Bianca

Bianca di Franco Albini è stata disegnata nel 1939: calata all’interno di un progetto più vasto, l’arredamento di Villa Monzino sul lago di Como. Ancora adesso, le linee del telaio in legno e l’imbottito della seduta raccontano il valore dell’eleganza riscoperta nella semplicità.

 

Franco Albini   Bianca

Monzino

Ancora un classico, recuperato dall’arredamento disegnato da Albini per la villa Monzino sul lago di Como: il tavolino Monzino, appunto. Di fatto un inedito, che non aveva conosciuto la diffusione della serialità. Tacchini riscopre l’eleganza spontanea di questo piano in marmo sposato su struttura in legno, e la mostra a tutti.

 

Franco Albini   Monzino