Agnese

Una delle poltrone più celebri disegnate da Gianfranco Frattini, il modello 849 del 1956. Agnese è un’icona del design italiano dall’allure intramontabile, nominata con segnalazione d’onore al III Compasso d’Oro. La sua innovazione continua oggi a essere esemplare. Seduta e schienale imbottiti sono sostenuti dalla struttura portante in legno di frassino. L’accostamento dei diversi materiali, il contrasto tra l’elemento geometrico della base e quello morbido della parte imbottita, i dettagli costruttivi straordinariamente semplici nella loro particolarità, rappresentano la firma unica di un Maestro della storia del design. All’estetica elegante e riconoscibile, Agnese unisce ergonomia e funzionalità senza tempo. La seduta può essere accompagnata dal pouf imbottito coordinato.

File 2D e 3D disponibili su richiesta all’indirizzo: info@tacchini.it

Designer: Gianfranco FrattiniAnno: (1956) 2014
Informazioni tecniche

Cod. OAGN84
L 84 P 76 H 73 cm
H seat 44 cm

Cod. OAGNP57
Ottoman
L 57 P 51 H 42 cm

Materiali e finiture
Struttura interna: multistrato di betulla spessore 12 mm.
Imbottitura: poliuretano espanso a quote differenziate.
Base: massello di frassino tinto poro aperto.
Rivestimento: non sfoderabile.
Finiture base:

Multistrato di betulla 34%
Rivestimento 28%
Poliuretano 23%
Massello frassino 15%

Gianfranco Frattini

Gianfranco Frattini è nato in Italia, a Padova, il 15 maggio 1926. Si è laureato con una laurea in architettura al Politecnico di Milano nell’anno 1953. Alla fine degli anni ’50 è tra i fondatori dell’ADI, Associazione per il Disegno  Industriale. Frattini apre il suo studio professionale a Milano, dopo aver lavorato nell’ufficio del suo maestro e mentore Giò Ponti. Nell’arco di pochi anni, diventa un designer industriale di fama internazionale. Tra i suoi numerosi progetti di successo, nel 1956 disegna la poltrona modello 849, che viene premiata con il riconoscimento “Compasso d’Oro”. Ora, questa poltrona, seguendo le linee del progetto originale, viene riproposta da Tacchini con il nome di “Agnese”.