Elephant Ottoman

Due zanne protese armoniosamente verso l’esterno. Quattro zampe ancorate a terra, che trasmettono una sensazione di solidità e potenza. Un elefante comodo e maestoso, pronto ad accogliere chiunque si fidi di lui. Segni decisi e volumi primitivi si sposano con l’alta ebanisteria in una seduta iconica della designer libanese Karen Chekerdjian. La base di Elephant è in legno massello tornito, lavorato e levigato al tatto.La struttura è in cuoio lavorato a mano, con un comodissimo cuscino in piuma d’oca rivestito in pelle. Disponibile in color cuoio o testa di moro, può essere accompagnata da un pouf. Un progetto orientato a longevità e sostenibilità e adatto a qualsiasi tipo di ambiente.


Designer: Karen ChekerdjianAnno: 2021
Dimensioni

Cod. OELE62
L 62 P 50 H 36,5 cm

Cod. OELE72
L 72 P 90,2 H 66 cm
H seduta 33,2 cm

Materiali e finiture
Struttura: frassino tinto noce T134 poro aperto oppure tinto antracite T122 poro aperto.
Imbottitura: piuma d’oca.
Rivestimento: struttura in cuoio portante e cuscino rivestito in pelle. Non sfoderabile.
Struttura:

Piuma​​​​​​ 43%
Rivestimento​​​​ ​32%
Frassino​​​ 25%

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Karen Chekerdjian

La traiettoria di Karen Chekerdjian nella progettazione non è stata sistematica, ma piuttosto composta da una combinazione di esperienza pratica e sforzi creativi. Ha iniziato nella pubblicità, lavorando sia per il cinema che nella progettazione grafica alla Leo Burnett di Beirut (1991) e come co-fondatore di una delle prime società di branding in Medio Oriente. Karen si è trasferita a Milano nel 1997 per conseguire un master in design industriale all’accademia DOMUS, sotto la guida di Massimo Morozzi, fondatore di Archizoom. Come Art Director ha continuato a lavorare con Morozzi a EDRA, quattro anni seminali e formativi per la sua pratica futura (1997-2000). Nel 2001 Chekerdjian è tornata a Beirut, la città contraddittoria e transitoria in cui è nata e nella quale torna costantemente. Nello stesso anno ha fondato il Karen Chekerdjian Studio, uno spazio in cui continuare a riflettere e ridefinire attivamente il lavoro e la sua metodologia.