Design Classics

I maestri sono quelle figure carismatiche, capaci di insegnare e trasmettere un’arte: attraverso il proprio agire diretto, ma anche nel lascito delle loro opere stesse. Nel design, i maestri parlano attraverso i classici: progetti senza tempo e fuori da qualsiasi logica di mode e tendenze, ma talmente potenti da determinare naturalmente uno stile. Tacchini ha riservato alcune stanze del suo abitare ai classici e ai maestri che li hanno disegnati, in un percorso di riedizioni che sfida e insegna alla contemporaneità.

Achille Castiglioni

L’eroe del design italiano, Achille Castiglioni, assieme ai suoi fratelli Pier Giacomo e Livio, ha saputo trovare l’ironia e la bellezza nella semplicità della vita di tutti i giorni. Dai più banali interruttori elettrici ai progetti più iconici del design moderno, i fratelli Castiglioni hanno trasformato la loro incontrollabile curiosità in una serie di artefatti senza tempo.

Babela

Tacchini propone la riedizione di due famosi pezzi di Achille Castiglioni, realizzati all’interno di un più ampio progetto dedicato alla riproduzione dei classici del design moderno. Babela, disegnata nel 1958 assieme al fratello Pier Giacomo, e Sancarlo, che vede luce per la prima volta nel 1970, riassumono lo spirito dell’epoca unendo la sperimentazione formale all’innovazione tecnica. Per Babela, una sedia impilabile disegnata in origine per la Camera di commercio di Milano, Achille e Pier Giacomo Castiglioni immaginano una torre fatta di sedute, facilmente trasportabili e impilabili, caratterizzata da un design lineare e archetipico, reso interessante da una particolare interazione tra materiali, texture visive ed effetti tattili. Sancarlo, dall’altro lato, gioca con forme organiche e tondeggianti per costruire una seduta flessibile e adattabile alle esigenze del corpo umano.

Sancarlo

Gianfranco Frattini

Gianfranco Frattini fa parte di quell’abile generazione di architetti e designer che hanno segnato il movimento del design italiano del secolo scorso. I progetti di Frattini vantano un’eleganza formale che comunica con chiarezza e semplicità le idee e le riflessioni che hanno portato alla loro creazione. Collaboratore di Giò Ponti all’inizio della carriera, Gianfranco Frattini svilupperà nel corso degli anni un personale e sintomatico approccio alla progettazione guidato da un’attenta ricerca formale e strutturale.

Agnese e Sesann condividono la stessa anima progettuale, declinata in due diverse configurazioni visive. Agnese, disegnata nel 1956 nello studio in via Sant’Agnese a Milano, nasce dall’idea di proporre l’archetipo della poltrona informale, caratterizzata da una seduta imbottita – geometrica ed essenziale – supportata da una base in legno classica e lineare. Sesann, dall’altro lato, presenta una forma organica e informale, realizzata avvolgendo una struttura in tubolare di metallo attorno a una morbida seduta imbottita.

Agnese

Proposta da Tacchini con una fedeltà filologica all’originale ed una realizzazione accurata in ogni dettaglio, accompagnata da un pouf coordinato, sempre su progetto originale di Gianfranco Frattini, la poltrona Agnese vuole essere solo l’inizio di un completo progetto di riscoperta dello stile di un grande designer e di un’intera atmosfera d’arredo.

Sesann

Rispettando il pensiero di Gianfranco Frattini, la nuova riedizione di Sesann è stata realizzata mantenendo intatto lo spirito del prodotto. Caratterizzato da un rivestimento in tessuto o pelle, Sesann deve la sua tipica forma, soffice ed avvolgente, allo scheletro schiumato a freddo, contenuto da una struttura architettonica in tubolare di acciaio (cromato o verniciato), che poggia sui piedini in legno di frassino. La particolare configurazione di Sesann – allo stesso tempo formale e funzionale – costituisce le basi per un sistema di prodotti caratterizzati dagli stessi elementi strutturali, declinati, però, in oggetti unici e affascinanti. Questo approccio di sintesi e riduzione proposto da Frattini ha prodotto un design formalmente elegante, concettualmente elaborato e, soprattutto, irripetibile.

Riedizione di un progetto originale di Gianfranco Frattini risalente al 1957, ma ancora attuale nelle forme e nello spirito, la poltrona Giulia fa rivivere nello spazio contemporaneo una sensazione senza tempo di bellezza, comfort ed armonia. Impeccabile la realizzazione, come nella tradizione Tacchini, dalla scelta dei materiali per la scocca dalle forme avvolgenti, alla base in legno di frassino tinto noce scuro o grigio, di sapore artigianale. Tratto da un classico del design italiano, progettato nel 1957 da Gianfranco Frattini e segnalato lo stesso anno per il Compasso D’Oro, Gio è un tavolo basso che esprime un’idea di rigore razionalista e di eleganza raffinata, suscitando l’emozione di una calda atmosfera borghese. È caratterizzato dalla lineare struttura in legno e dal piano bifacciale in frassino tinto noce scuro o grigio da un lato, oppure in laminato giallo, grigio e blu acciaio dall’altro.

Oliver

Disegnato da Gianfranco Frattini nel 1957 e prodotto a partire dall’anno successivo, il divano 872 ha riscosso negli anni un grandissimo successo. Essenziale ed elegante, è caratterizzato da una struttura leggera in acciaio con piedini terminali in legno e dall’imbottitura capitonné di seduta e schienale, un dettaglio di grande sapienza artigianale.

Umberto Riva

Maestro della luce, Umberto Riva è nato a Milano nel 1928 e dal 1960 si occupa di progettazione. Allievo di Carlo Scarpa, Riva ha sviluppato una sua personale ricerca, percorrendo i più diversi ambiti disciplinari: dagli spazi urbani agli edifici, dal paesaggio agli interni, dall’allestimento al design di lampade e mobili. Tra le sue realizzazioni più importanti si segnalano casa Frea a Milano, considerato uno dei suoi capolavori, la sistemazione di piazza San Nazaro a Milano, il restauro dello storico Caffè Pedrocchi di Padova, il progetto per la sistemazione del viale del Ministero degli Esteri e di Piazza della Farnesina a Roma, la Biblioteca Europea di Porta Vittoria a Milano, le centrali termoelettriche di Catanzaro e Campobasso e una lunga serie di case, da Milano alla Sardegna e alla Puglia, oltre a vari progetti di lampade e arredi per i più importanti nomi del design italiano. Tra i lavori più recenti ci sono la chiesa di San Corbiniano a Roma, l’allestimento della mostra L’Italia di Le Corbusier al MAXXI di Roma e la mostra personale al Canadian Centre for Architecture di Montreal, in Canada. Considerato un architetto fuori dal comune, Riva ha conservato una dimensione artigianale del fare architettura e del fare design. I suoi progetti nascono “disegnati”, schizzi a matita di una ricerca pura e poetica.

Nel 1963 nasce il modello di questa lampada, oggi rieditata con il nome E63. In una sigla alfanumerica, si racchiude la complessità intellettuale del suo progettista, Umberto Riva: un po’ architetto, un po’ designer, un po’ artista, un po’ addomesticatore della luce, e molto di tutto ciò. Una lampada da tavolo disegnata in modo esatto, con linee semplici per contenere superfici ampie, che sembrano dare forma solida alla luce stessa: acciaio, quasi come una corazza a proteggere la preziosa fonte.

1939 — 2018

Oggi, mezzo secolo dopo la loro creazione, i progetti realizzati da questi grandi maestri del passato continuano a rendere viva l’anima della linea italiana attraverso una serie di riedizioni realizzate da Tacchini. Babela e Sancarlo dei fratelli Castiglioni, Bianca e Monzino di Franco Albini, Agnese, Gio, Giulia e Sesann di Gianfranco Frattini, E63 di Umberto Riva rappresentano il frutto di una meticolosa e visionaria collaborazione tra progettisti, artigiani e produttori, ripresa da Tacchini con la volontà di preservare e comunicare gli ideali che hanno guidato la loro creazione. Mantenendo l’integrità dei progetti originali, Tacchini ha adattato i disegni dei designer alla produzione odierna, trasportando la cultura del design dal passato alla contemporaneità.

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